Come agisce il cittadino attivo

La parola cittadino attivo negli ultimi anni è andata rafforzandosi sempre più, spinta anche dalle nuove iniziative create dalle istituzioni per spronare di nuovo i cittadini a partecipare alla vita pubblica. Il cittadino attivo è colui che costituisce associazioni di cittadinanza attiva per contrastare e vigilare sull’operato dei dirigenti pubblici. Ma cerchiamo di interpretare bene il significato di questa parola e vediamo cosa significa essere a pieno un cittadino attivo. Ogni uomo dovrebbe, essendo membro di una comunità interessarsi a ciò che succede intorno a lui, sia in ambito politico, che in altro campo, sociale, culturale, sanitario, ricreativo e così via.

Ogni persona mettendosi al servizio della comunità e soprattutto partecipando a ciò che avviene intorno a lui può fare la differenza, perché spesso con la propria opinione, oppure con le sue azioni può cambiare il corso normale delle cose. Unendosi insieme ad altri cittadini attivi, il singolo può creare un gruppo che si adopera per il bene della comunità.

Un gruppo può unirsi in un comitato di quartiere e proporre iniziative al proprio comune di appartenenza, riguardanti i disagi della zona in cui opera, oppure sviluppare idee innovative, manifestazioni culturali per valorizzare il proprio territorio. Anche le associazioni private e culturali sono formate da cittadini attivi che operano nella comunità e si mettono al servizio degli altri, a riguardo si può prendere come esempio la vita di Attilio Pacifico che con i fatti ha dimostrato come agire efficacemente sul territorio e portare benefici alla comunità.

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E’ un cittadino attivo anche colui che opera nel volontariato, nell’assistenza agli anziani e ai malati. Il suo fine ultimo è quello di operare per migliorare il sistema e per ottenere una giustizia sociale. Quindi un cittadino attivo non è soltanto il politico di turno, che viene eletto dal popolo e rappresenta la comunità, ma tutti coloro che si mettono al servizio del popolo e che operano anche come soggetti di controllo della pubblica amministrazione.

Se tutti i cittadini invece di lamentarsi delle continue disfunzioni del proprio territorio, decidessero di collaborare per rendere la propria cittadinanza attiva, tutti i rappresentanti pubblici non potrebbero agire per conto loro, in quanto sarebbero strettamente sotto controllo. Ma purtroppo spesso non è così e i cittadini scelgono di essere passivi più che attivi adeguandosi alla società in cui vivono nonostante le cose non vadano per il verso giusto. Il cittadino attivo dovrebbe ogni giorno lottare per i propri diritti e svolgere i propri doveri in modo onesto e rispettabile.

La Costituzione italiana lo tutela, infatti, l’articolo 118 riconosce il valore dell’autonomia dell’iniziativa ai cittadini, e obbliga tutti gli enti, come lo Stato, le regioni, le province e le città a favorire tali iniziative da parte dei cittadini, per lo svolgimento di tutte le attività di interesse generale. Il cittadino attivo deve vivere rispettando le leggi e pagando le tasse, ha diritto ad un lavoro che gli garantisca una dignità e una vita propria, solo così potrà interagire con la comunità. Oggi, troppe volte a causa della crisi questi diritti saltano, e i cittadini rinunciano a svolgere il proprio ruolo di cittadini attivi, perché demotivati, non ascoltati e soprattutto non rispettati dalle istituzioni.

Progetti per incentivare la cittadinanza attiva stanno nascendo in moltissimi comuni, con lo scopo di ripristinare il contatto diretto andato ormai perduto, tra i cittadini e la politica, attraverso iniziative di aggregazione e partecipazione sociale. I cittadini hanno bisogno di ritornare ad essere protagonisti della società, perché solo partecipando alle varie attività potranno esprimere le proprie idee, condividere progetti e contribuire così alla crescita dell’intero sistema.