La gastronomia salentina come sinonimo di rinascita

La gastronomia di un territorio ne racconta in maniera emblematica il vissuto. L’alimentazione e la dieta che ogni località detiene e tramanda è una forma di cultura che si lascia fruire in maniera diretta e intensa, e racconta col vocabolario dei sensi ciò che ogni luogo possiede e conserva. Il Salento racconta la sua storia di povertà e affanni attraverso una tradizione gastronomica che per secoli non ha contemplato tutte quelle specialità ritenute “cibo da ricchi”, così che quelle che ieri erano una forma di ripiego con cui trovare sostentamento oggi rappresentano le eccellenze dei  prodotti tipici del Salento, il Made in Sud più significativo e apprezzato.

agroalimentare

Negli ultimi anni il turismo ha acquisito una fisionomia sempre più specializzata e con target talmente sottili e impalpabili da richiedere formule di offerta differenti, cucite sull’individuo. Il motore di tutto è la ricerca di autenticità, l’intenzione di andare oltre ciò che il turismo di massa ha prestabilito e confezionato ad arte in favore di una conoscenza profonda e vera del territorio e della sua identità. Gli agriturismi, le aziende agricole, le masserie nello specifico salentino ne diventano l’emblema più rappresentativo, in cui il visitatore si riappropria dell’esperienza, scavalca le pareti dell’artificiale e si immerge nella cosa in sé. La cosa in sé in Salento è sinonimo di alimentazione biologica e natura viva, e riconduce alle seduzioni malinconiche della vita dei campi, del lavoro duro e della lentezza sociale. La provincia di Lecce ha ricostruito la propria immagine proprio partendo da quelle che per epoche intere sono state le sue criticità, trasformate in eccellenza proprio perché non hanno mai mutato la propria essenza. E la società intorno che ha saputo modificare il proprio punto di vista, man mano che la povertà lasciava il posto al benessere e il desiderio di auto-derminazione a quello di affermazione identitaria.