Il significato delle masserie salentine

La masseria in Salento assume un valore simbolico che va al di là della semplice valenza architettonica o turistica (e quindi economica), è icona viva e dinamica di un trascorso che ha saputo trasformarsi, acquisire una valenza nuova e incarnare in sé nuovi significati che fanno da specchio alla rinascita di una civiltà intera, rifondata solo oggi su nuovi canoni.

Il Salento è stato terra di insediamenti, invasioni, conquiste, lembo periferico martoriato e sottomesso, reso schiavo dalla sua stessa storia a cui non ha saputo opporsi. La mancanza di un controllo centralizzato, l’esposizione al mare sul versante orientale che lo rendevano snodo ideale per le mire espansionistiche ottomane, la necessità di far fronte a tutto ciò senza alcun sostegno politico o militare tempestivo hanno fatto sì che la Terra d’Otranto vivesse la propria storia sul principio della dipendenza dal padrone. Le masserie furono la rappresentazione di un sistema subordinato, costretto a trincerarsi nelle proprie strutture fortificate per portare avanti una produzione in grado di sostenere tra stenti e miseria l’intera popolazione contadina. Ed è per queste ragioni che la rinascita salentina, guidata da un turismo in netta ascesa da almeno dieci anni, ha proprio nelle masserie fortificate dell’epoca una rappresentazione emblematica. Gli stessi edifici che ieri celebravano il trionfo del latifondo e l’assoggettamento di una intera micro regione a una logica di sottomissione diventano oggi icona di dinamismo e accoglienza. Così, le stesse attività che un tempo erano necessità per la sopravvivenza, si vestono di un gusto ludico e didattico allo stesso tempo, reinventano la loro forma e segnano il passaggio, l’uscita da uno stato di minorità che si è perpetrato per secoli. Ogni agriturismo è figlio della civiltà passata, di quella terra angosciata e straziata che ha saputo non essere più tale a partire dalla sue specificità, le stesse caratterizzazioni socioculturali che l’avevano relegata a rango di provincia dislocata e dimenticata.