CRISI GRECIA: SI ESCE CON IL TURISMO?

Il crollo dell’economia greca e il conseguente taglio su ogni attività sociale hanno messo in ginocchio un paese sempre più zavorrato dalle congiunture mondiali. E se le tensioni e le turbolenze hanno esautorato un sistema già allo sbando, ecco finalmente i primi segnali di ripresa. E i segnali non potevano che giungere da quello che è il settore più dinamico della realtà ellenica: il turismo. I dati relativi alle presenze e agli introiti derivati dal turismo nel 2013 sono più che confortanti, i visitatori aumentano in maniera costante e, tra ricavi diretti e indiretti, il turismo rappresenta oggi il 17% del PIL nazionale, dando lavoro a un lavoratore greco su 5. D’altronde, si tratta di una delle nazioni più ricche sotto il profilo delle attrazioni, dalle splendide coste ioniche al turismo culturale e artistico che ha in Atene un baluardo straordinario. Parallelamente si sviluppano altre forme di turismo, per così dire alternativo, quello più attento all’autenticità dell’esperienza e al riparo dalla standardizzazione massificata. Tra di essi le principali forme sono la crociera in barca a vela in Grecia, solcando i mari e le isole che tanto ammaliano visitatori e locali. Altre forme di turismo sono la riscoperta dei paesaggi naturali, i percorsi gastronomici e i viaggi tra il folclore popolare e le tradizioni più radicate.

È così che la Grecia cerca di voltare pagina, proponendo un modello sano e rigoglioso di economia che punti sulle proprie risorse, sulla forza del territorio e sulla ricchezza di un popolo che ha dominato il mondo per secoli, almeno culturalmente.