salute: situazione nel Vecchio Continente

Morbillo: causa di morte ancora troppo diffusa tra i bambini

Può sembrare incredibile, ma uno dei problemi di salute che ancora oggi porta alla morte migliaia di bambini è il morbillo. Questo è quanto emerge da una ricerca effettuata dall’Unicef e dall’OMS, in collaborazione con alcune ONG.

La lotta contro il morbillo: c’è ancora molto da fare

Nel rapporto in cui vengono analizzati i risultati della ricerca è stato messo in luce come le vaccinazioni contro il morbillo abbiano, dal 2000 ad oggi, salvato la vita a più di quindici milioni di bambini in ogni angolo del globo.

Anche se questo è senza dubbio un ottimo risultato, vi sono però altri numeri che fanno tremare i polsi, considerando che ormai siamo nel pieno della modernità e si pensa che il rischio di morte legato a certe malattie sia ormai qualcosa che appartiene al passato remoto.

Ed invece è un’idea sbagliata e per capirlo basti pensare che per questo problema di salute, contro cui basterebbe un semplice vaccino, sono circa 400 i bambini che ogni 24 ore perdono una battaglia che dovrebbe e potrebbe essere semplice riuscire a vincere.

Cosa dicono i numeri nel dettaglio

Il dato positivo è che grazie all’impegno delle organizzazioni internazionali e di molte ONG, dall’inizio di questo ventunesimo secolo fino ad oggi, questo problema di salute è stato superato con successo da tantissimi bambini, tanto che il numero di decessi ha subito un drastico calo. Si stima infatti che siano deceduti, grazie a questo costante impegno, circa l’80% di bambini in meno rispetto a quelli che, senza tale sforzo, avrebbero perso la propria battaglia. salute: situazione nel Vecchio Continente

Tuttavia i numeri, per quanto positivi, non svelano totalmente la realtà della situazione, perchè il morbillo resta, ancora oggi, un avversario temibilissimo e non ancora debellato del tutto.

Basti pensare che se è vero che da inizio secolo 20 milioni di bambini hanno potuto avere accesso al vaccino, risulta altrettanto vero che solo l’anno scorso sono stati circa 140 mila quelli che sono deceduti dopo averlo contratto.

A fare, purtroppo, la parte del leone, son alcuni paesi africani, tra cui Etiopia e Nigeria, e due superpotenze asiatiche come India e Pakistan. Per capire la gravità della situazione basti pensare che in questi paesi, a cui vanno aggiunti Congo e Indonesia, si trovano circa il 50% dei bambini che il vaccino non lo hanno ancora potuto sfruttare.

Ma cosa bisognerebbe fare per sconfiggere questa malattia e garantire la salute di così tanti bambini che ancora muoiono per una malattia simile? In realtà la soluzione sarebbe molto semplice ed è l’Unicef stessa a metterla sul tavolo: dovrebbe esserci la volontà, da parte dei governi dei paesi coinvolti, di lanciare una seria campagna di vaccinazione.

La situazione nel Vecchio Continente

La salute dei bambini italiani per fortuna si trova assai raramente a fare i conti con il morbillo: basti pensare che nel mese di settembre da poco passato sono stati 40 i casi accertati su tutto il territorio nazionale.

A livello europeo, allargando il raggio di indagine al periodo tra agosto dell’anno scorso e settembre di quest’anno si scopre come i casi nel Vecchio Continente siano stati circa 2300, di cui circa 650 in Italia. Le morti sono state tre e in 8 casi su 10 di quelli registrati nel lasso di tempo sopraindicato, il vaccino non era stato effettuato.