Gli ipovedenti in Italia, possibili soluzioni

I dati Istat riportano una situazione piuttosto grave per quanto riguarda la presenza e lo stile di vita degli ipovedenti in Italia: vengono dichiarati ufficialmente 362000 ciechi totali, mentre gli ipovedenti si attestano intorno a milione e mezzo. Persone che quotidianamente convivono con i problemi legati alla loro personale patologia e che si scontrano inevitabilmente con un sistema incapace di migliorarne l’esistenza.

Se è vero che a livello governativo negli ultimi anni sono stati presi grossi provvedimenti in favore delle persone ipovedenti, è altrettanto vero che la diffusa cultura della società non sempre collima in comportamenti utili ed idonei al quotidiano benessere di chi è affetto dalle patologie della vista.

merlin

Il vero scoglio da superare per facilitare la quotidianità degli ipovedenti è un accesso facilitato ed immediato alle nuove tecnologie, capaci di fornire una minima, ma preziosa autonomia al soggetto nei diversi settori della vita: dallo studio al lavoro, al tempo libero, l’utilizzo dei nuovi dispositivi tecnologici può davvero fare la differenza nella vita dei soggetti ipovedenti.

Secondo la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Uomo è infatti indispensabile dotare ogni singolo individuo degli strumenti necessari alla sua autonomia, integrazione e partecipazione alla vita della comunità. Nel caso degli ipovedenti, e delle persone con disabilità fisica in generale, tale condizione è raggiunta solo attraverso un’oculata applicazione delle norme previste per la loro integrazione.

Alla base dell’appianamento del problema c’è senza dubbio l’eliminazione delle differenze fra i soggetti normodotati e gli ipovedenti: è necessario, infatti, eliminare ogni possibile situazione in cui il soggetto possa sentirsi diverso, puntando ad una completa integrazione che passa, inevitabilmente da una piena autonomia.

Per raggiungere questo obiettivo, il primo passo da fare è rappresentato da una elaborazione completa ed esaustiva di linee guida per affrontare l’appianamento delle differenze a partire dalla cultura sociale. E’ necessario che l’individuo ipovedente si senta pienamente integrato a partire dalle attività quotidiane, come quella lavorativa. Lo Stato si impegna, quindi, ad obbligare formalmente i datori di lavoro a dotarsi delle apparecchiature elettroniche ed elettriche necessarie al raggiungimento della parità di mansioni e trattamenti fra il lavoratore normodotato e l’ipovedente.

Il secondo passaggio necessario è quello di riuscire a siglare un accordo con le Poste Italiane e gli sportelli bancari in modo da rendere i servizi offerti perfettamente fruibili anche dalle persone ipovedenti. L’impegno è particolarmente gravoso per le operazioni che non prevedono la presenza di personale e che, quindi, obbligano il soggetto ad un intervento completo senza la possibilità di un ausilio. Fra le operazioni che rientrano in questa categoria le più problematiche sono senza dubbio l’accesso agli sportelli di bancomat e postamat e l’utilizzo dei servizi web offerti dai vari gestori in piena autonomia ed in completa sicurezza.

Il terzo passo da compiere nella completa integrazione dei soggetti ipovedenti è da individuare nell’industria privata, ed in particolare in quella deputata alla realizzazione di dispositivi elettrici ed elettronici per la realizzazione di elettrodomestici di uso comune. Sul sito www.ausiliweb.it è, infatti, presente una serie di dispositivi deputati all’ausilio delle attività quotidiane per gli ipovedenti. Prodotti innovativi che garantiscono il benessere e la perfetta integrazione degli individui disabili, attraverso un abbattimento delle barriere imposte dalla malattia.